Flessibilità e precarietà

Ieri alla manifestazione “Il nostro tempo è adesso” a Torino, c’erano tante persone.

Non tantissime, ma si può considerare un buon successo, in fondo è un movimento nuovo, senza bandiera politica, che non difende se stesso ma lotta perché certe realtà in Italia non esistano più.

Ma… cosa chiede un precario? Più che altro cosa rivendica?

Ogni precario afferma che non è giusto che un lavoratore con meno diritti guadagni meno di un lavoratore più tutelato. Semplice, banale, come nel gioco, se rischi vuoi un guadagno proporzionale al rischio, altrimenti non giochi.

Il problema è quando non si può scegliere come giocare, non si può scegliere tra uno stipendio modesto ma sicuro ed uno stipendio alto ma rischioso. Tutti devono giocare rischiando tanto e guadagnando poco.

… tutti, poi qualcuno passa con la fotocopia gigante della pagina di giornale con la liquidazione milionaria di Geronzi ed allora emerge chiaramente che esiste il concetto di flessibilità, manca la volontà politica di creare lavoro flessibile. Molto più economico il lavoro precario.

Perché la scusa è sempre quella, non ci sono i soldi per garantire alle nuove generazioni i diritti delle vecchie. Solo che questi conti vengono fatti ogni anno giusto allo scadere dei termini per presentare la nuova legge finanziaria, sono mera contabilità e mancano dell’ampio ampio respiro che tutti si aspetterebbero.

E questo è un danno, per tutti:

  • E’ un danno per i giovani, perché non hanno modo di realizzarsi come persone, dipendono di genitori, non possono prendersi un mutuo, non hanno il coraggio di avere figli e di farsi una famiglia perché non possono contare sul fatto di veder apprezzate le proprie capacità.
  • E’ un danno per la pubblica amministrazione/assistenza che ai precari deve la propria operatività. Pochi contabilizzano i milioni di euro nascosti nella continua formazione dei nuovi precari che vanno a sostituire i precedenti. Quando si parlava di formazione continua non credevo s’intendesse questo.
  • E’ un danno per le imprese, che vorrebbero fare piani di sviluppo su più anni, ma non c’è Governo che non faccia leggi retroattive, marcia indietro su promesse fatte, magari scrivendo leggi convolute e incomplete. E questo non solo svantaggia le imprese italiane sui mercati, ma scoraggia anche gli investimenti stranieri.
  • E’ un danno per l’Italia, perché tanti validi giovani intraprendenti, formati a spese di tutti gli italiani, scappano e vanno a firmare brevetti, a fondare aziende, a far guadagnare un altro Stato che nulla ha speso per la loro formazione ma che ne gode i frutti.

Anche il Ministro della Gioventù Meloni condivide tutte le ragioni della protesta in una sua nota su facebook, anche se conclude in modo un po’ misero con le solite attenzioni a non farsi strumentalizzare. Forse non ha capito che non si tratta di essere strumentalizzati, si tratta proprio di essere sfruttati. E non il giorno della protesta, i 100 giorni precedenti e, se altri che sono al potere parlano senza agire, anche i 100 giorni successivi. Viene da chiedersi A chi stanno a cuore i precari?

Alcuni passanti però scuotevano la testa, non rendendosi conto che lasciare un giovane senza futuro è ancor più tremendo che togliere ad un vecchio i suoi ricordi.

Insanabile frattura?

Libero News – Berlusconi accusa i pm: “Violata la costituzione”

Questo tipo scrive in italiano, non è stato banalmente circuito dalla televisione, è proprio convinto di ciò che dice.

Commento 73 | Postato da premiumserramenti | 20/01/2011 alle 10.06

ATTENZIONE IL CAVALIERE E’ L’UNICA BARRIERA AL COMUNISMO

certa magistratura lo vuole distruggere per questo, perchè è l’unico ostacolo all’invasione comunista. Senza di lui, è certo, il colpo di stato strisciante e l’instaurazione della dittatura del proletariato. Espulsione certa per gli imprenditori come Marchionne. E instaurazione del fancazzismo! Ci vuole ordine, ordine e ordine. Il Cavaliere è il garante di ciò. E la prova di quanto dico è che lo vogliono arrestare perchè è stato con più donne! Alla sua età, essere stato con più donne, è dimostrazione di essere un superuomo! Capito mezzepippe?!

Queste sono le cose che non capisco.

Tariffa Bioraria, che culo

Oggi ho fatto due conti. Non so se avete anche nelle vostre ultime bollette il conto alla rovescia che porterà alla tariffa bioraria.

L’idea è interessante, premiare chi consuma durante le ore notturne e disincentivare il consumo diurno, infatti il foglio illustrativo dice che si comincia a risparmiare quando il consumo notturno è maggiore del 66% del consumo totale.

C’è un problema, stando molto attenti nell’ultimo bimestre abbiamo spostato la nostra media casalinga da 34% (F1) e 66% (F2+F3) a 30% (F1) e 70% (F2+F3).

Passando alla tariffa bioraria avrei speso 1 € in più in un anno come il bimestre “normale” e 3 € in meno in un anno come il bimestre di attenzioni, attivando la modalità paranoia potremmo arrivare al 75% notturno, ben 6 € l’anno di risparmio!

Spendo di più in Post-It™ con scritto: «Mi accendi la lavatrice quando torni?»¹

Mi si dirà, ma la raccolta differenziata la fai anche se non ti paga nessuno! Si, ma con la raccolta differenziata: 1) in molti paesi civili risparmi eccome, 2) faccio del mio meglio per non lasciare un mondo discarica ai nostri figli.

Una tariffa bioraria che rischia di farmi spendere più di adesso non mi incentiva più della mia morale.

Ovviamente il gestore della rete ci guadagna se i consumi si spostano dal giorno alla notte, perché riesce ad avere una rete più scarica, meno dispersione nel trasporto, meno picchi da soddisfare con generatori meno efficienti, e questo risparmio forse è quello che vediamo in bolletta.

Infatti una tariffa bioraria potrebbe essere stata proposta da una qualsiasi azienda a seguito di una valutazione economica.

Il problema è che queste tariffe sono decise dallo Stato tramite l’AEEG. Però, visto che siamo in Italia e che è probabile che una volta pagati gli stipendi il budget dell’Autorità sia esaurito, una possibile spiegazione della limitata forbice di risparmio sia: «ENEL, che tariffe puoi fare?».

¹) Credits: Martino

ViaggiaTreno e il mistero dei treni scomparsi

Il modernissimo sito ViaggiTreno informa in tempo reale sull’andamento dei treni.
Peccato che aggiorni il ritardo solo all’arrivo ad una stazione e non al momento del mancato arrivo!
Ad esempio questo treno è in ritardo di almeno 1 ora, ma risulta solo 1 minuto in ritardo.
Trenitalia-ViaggiaTreno
Questo è un semplice problema un limitato controllo di qualità, ma ha effetti nefasti per chi si aspetta di poter pianificare in tempo reale un percorso alternativo a seguito di un ritardo.
Un ora di ritardo nel notificare un ritardo rende quasi inutile tutto il servizio. Complimenti.
Update: Finalmente, dopo 96 minuti che il treno era 1 minuto in ritardo, è stato ufficialmente notificato il ritardo di 97 minuti!
Update: Hanno risposto al mio reclamo, dicendo:

Egregio signor Bertini,

in riferimento alla sua nota del 12/4/2010 la informiamo che il problema da lei evidenziato è legato alla modalità strutturale di funzionamento di Viaggiatreno. Il sistema infatti registra i passaggi del treno in determinati punti di rilevazione: se il treno si ferma tra due di questi punti il sistema non può far altro che continuare a riportare il dato dell’ultima rilevazione. Per questo, nella pagina “Come funziona” si suggerisce di controllare sempre l’orario dell’ultimo rilevamento, che se é molto antecedente rispetto al momento in cui si sta effettuando la consultazione, e non dipende da un rallentamento del sistema informatico, può indicare una possibile anomalia al viaggio del treno, che, per i soli treni a media e lunga percorrenza, viene di norma segnalata nella sezione News.

Distinti saluti.

Questo “non può far altro” è alquanto opinabile, potrebbe fare mille cose più intelligenti che costringere l’utente a guardare 2 orari, guardare che ora è (su alcuni smartphone l’orario non è visibile durante la navigazione a schermo pieno), fare qualche stima ed infine capire che il treno è banalmente in ritardo.
Dite pure che i finanziamenti per fare il sito ve li hanno già dati e fino a che non c’è aria di nuovi soldi col cavolo che spendete per un servizio gratuito al cliente! Ma è finita la pacchia del monopolista…

Gaza Freedom March

La Gaza Freedom March, marcia internazionale per la pace e la vita nella striscia di Gaza. 1400 delegati di più di 40 nazioni bloccati al Cairo.

L’Egitto cede per ora alle pressioni di Israele e USA (riporto ciò che leggo a giro) aiutato dal silenzio dei media impedisce ai manifestanti di raggiungere Gaza.

Non sarebbe certo una bella pubblicità per il turismo far sapere che la liberà di movimento di un cittadino straniero può essere così facilmente inibita… sai che fregatura se ti mettono agli arresti domiciliari dentro un centro Valtur? Poi chi paga!?

Tornando alle cose serie, un diario di questi giorni al Cairo: mestieredivento.wordpress.com, brevi messaggi, comunicazione via sms, costa, e l’Eli è ligure!

Ammiro il tuo/vostro coraggio! Buona fortuna!

Per capire perché uno si deve prendere la briga di partire all’una di notte e poi stare in una città militarizzata nel tentativo di attraversare un deserto ed andare a manifestare accanto ad un campo minato, un servizio molto interessante di Channel 4 dello scorso gennaio (durante l’operazione «Piombo Fuso»).

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