Compilare pdf non predisposti con GNU/Linux

xournal-screenshotA volte capita di dover compilare dei moduli che vengono distribuiti solo in forma di pdf e senza predisposizione per la compilazione, principalmente tasse da pagare, l’ultimo che mi è capitato era il Modello 730. Poi ho scoperto 1) che in una seconda pagina c’è anche il pdf ‘editabile’ e 2) che come per il modello Unico c’è anche un Software di compilazione rilasciato dall’Agenzia delle Entrate!

Però dato che me ne sono accorto troppo tardi, dopo aver provato qualche editor di pdf alla fine ho trovato comodo usare Xournal «an application for notetaking, sketching, keeping a journal using a stylus».

Non è una applicazione nata per questo, però se la cava meglio di altri tool specifici con solo un paio di piccoli difetti che dovrei notificare all’autore:

  1. Il cursore dell’inserimento del testo è spostato leggermente in alto rispetto a dove viene effettivamente inserito il testo
  2. La risoluzione del pdf compilato è fissa, a volte va bene, a volte è troppo bassa per moduli complessi. Sarebbe importante fosse almeno personalizzabile, se mantenesse vettoriale tutto quello che era vettoriale sarebbe perfetto.

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Flessibilità e precarietà

Ieri alla manifestazione “Il nostro tempo è adesso” a Torino, c’erano tante persone.

Non tantissime, ma si può considerare un buon successo, in fondo è un movimento nuovo, senza bandiera politica, che non difende se stesso ma lotta perché certe realtà in Italia non esistano più.

Ma… cosa chiede un precario? Più che altro cosa rivendica?

Ogni precario afferma che non è giusto che un lavoratore con meno diritti guadagni meno di un lavoratore più tutelato. Semplice, banale, come nel gioco, se rischi vuoi un guadagno proporzionale al rischio, altrimenti non giochi.

Il problema è quando non si può scegliere come giocare, non si può scegliere tra uno stipendio modesto ma sicuro ed uno stipendio alto ma rischioso. Tutti devono giocare rischiando tanto e guadagnando poco.

… tutti, poi qualcuno passa con la fotocopia gigante della pagina di giornale con la liquidazione milionaria di Geronzi ed allora emerge chiaramente che esiste il concetto di flessibilità, manca la volontà politica di creare lavoro flessibile. Molto più economico il lavoro precario.

Perché la scusa è sempre quella, non ci sono i soldi per garantire alle nuove generazioni i diritti delle vecchie. Solo che questi conti vengono fatti ogni anno giusto allo scadere dei termini per presentare la nuova legge finanziaria, sono mera contabilità e mancano dell’ampio ampio respiro che tutti si aspetterebbero.

E questo è un danno, per tutti:

  • E’ un danno per i giovani, perché non hanno modo di realizzarsi come persone, dipendono di genitori, non possono prendersi un mutuo, non hanno il coraggio di avere figli e di farsi una famiglia perché non possono contare sul fatto di veder apprezzate le proprie capacità.
  • E’ un danno per la pubblica amministrazione/assistenza che ai precari deve la propria operatività. Pochi contabilizzano i milioni di euro nascosti nella continua formazione dei nuovi precari che vanno a sostituire i precedenti. Quando si parlava di formazione continua non credevo s’intendesse questo.
  • E’ un danno per le imprese, che vorrebbero fare piani di sviluppo su più anni, ma non c’è Governo che non faccia leggi retroattive, marcia indietro su promesse fatte, magari scrivendo leggi convolute e incomplete. E questo non solo svantaggia le imprese italiane sui mercati, ma scoraggia anche gli investimenti stranieri.
  • E’ un danno per l’Italia, perché tanti validi giovani intraprendenti, formati a spese di tutti gli italiani, scappano e vanno a firmare brevetti, a fondare aziende, a far guadagnare un altro Stato che nulla ha speso per la loro formazione ma che ne gode i frutti.

Anche il Ministro della Gioventù Meloni condivide tutte le ragioni della protesta in una sua nota su facebook, anche se conclude in modo un po’ misero con le solite attenzioni a non farsi strumentalizzare. Forse non ha capito che non si tratta di essere strumentalizzati, si tratta proprio di essere sfruttati. E non il giorno della protesta, i 100 giorni precedenti e, se altri che sono al potere parlano senza agire, anche i 100 giorni successivi. Viene da chiedersi A chi stanno a cuore i precari?

Alcuni passanti però scuotevano la testa, non rendendosi conto che lasciare un giovane senza futuro è ancor più tremendo che togliere ad un vecchio i suoi ricordi.

Insanabile frattura?

Libero News – Berlusconi accusa i pm: “Violata la costituzione”

Questo tipo scrive in italiano, non è stato banalmente circuito dalla televisione, è proprio convinto di ciò che dice.

Commento 73 | Postato da premiumserramenti | 20/01/2011 alle 10.06

ATTENZIONE IL CAVALIERE E’ L’UNICA BARRIERA AL COMUNISMO

certa magistratura lo vuole distruggere per questo, perchè è l’unico ostacolo all’invasione comunista. Senza di lui, è certo, il colpo di stato strisciante e l’instaurazione della dittatura del proletariato. Espulsione certa per gli imprenditori come Marchionne. E instaurazione del fancazzismo! Ci vuole ordine, ordine e ordine. Il Cavaliere è il garante di ciò. E la prova di quanto dico è che lo vogliono arrestare perchè è stato con più donne! Alla sua età, essere stato con più donne, è dimostrazione di essere un superuomo! Capito mezzepippe?!

Queste sono le cose che non capisco.

Tariffa Bioraria, che culo

Oggi ho fatto due conti. Non so se avete anche nelle vostre ultime bollette il conto alla rovescia che porterà alla tariffa bioraria.

L’idea è interessante, premiare chi consuma durante le ore notturne e disincentivare il consumo diurno, infatti il foglio illustrativo dice che si comincia a risparmiare quando il consumo notturno è maggiore del 66% del consumo totale.

C’è un problema, stando molto attenti nell’ultimo bimestre abbiamo spostato la nostra media casalinga da 34% (F1) e 66% (F2+F3) a 30% (F1) e 70% (F2+F3).

Passando alla tariffa bioraria avrei speso 1 € in più in un anno come il bimestre “normale” e 3 € in meno in un anno come il bimestre di attenzioni, attivando la modalità paranoia potremmo arrivare al 75% notturno, ben 6 € l’anno di risparmio!

Spendo di più in Post-It™ con scritto: «Mi accendi la lavatrice quando torni?»¹

Mi si dirà, ma la raccolta differenziata la fai anche se non ti paga nessuno! Si, ma con la raccolta differenziata: 1) in molti paesi civili risparmi eccome, 2) faccio del mio meglio per non lasciare un mondo discarica ai nostri figli.

Una tariffa bioraria che rischia di farmi spendere più di adesso non mi incentiva più della mia morale.

Ovviamente il gestore della rete ci guadagna se i consumi si spostano dal giorno alla notte, perché riesce ad avere una rete più scarica, meno dispersione nel trasporto, meno picchi da soddisfare con generatori meno efficienti, e questo risparmio forse è quello che vediamo in bolletta.

Infatti una tariffa bioraria potrebbe essere stata proposta da una qualsiasi azienda a seguito di una valutazione economica.

Il problema è che queste tariffe sono decise dallo Stato tramite l’AEEG. Però, visto che siamo in Italia e che è probabile che una volta pagati gli stipendi il budget dell’Autorità sia esaurito, una possibile spiegazione della limitata forbice di risparmio sia: «ENEL, che tariffe puoi fare?».

¹) Credits: Martino

Zopa non piace a Banca d’Italia

Oggi ho ricevuto questa comunicazione:

in data 10 luglio 2009 è stato notificato a Zopa il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, su indicazione di Banca d’Italia, ha cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 la nostra società. Come conseguenza immediata ci vediamo costretti a sospendere la trattazione di nuovi prestiti e l’ingresso di nuovi Prestatori. La società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community. [Lettera aperta agli Zopiani]

E’ bello quanto preavviso sia dato dallo Stato ad una società che gestisce gli interessi di migliaia di persone! Tipico dello Stato dell’incertezza e delle leggi retroattive che è l’Italia. Sembra quasi la politica viva in un altro tempo, dove cambiare una legge non ha un costo sociale.

Bella poi l’indicazione della Banca d’Italia, il garante degli interessi dei concorrenti di un sistema p2p come Zopa che ne decreta la fine. Puzza di marcio.