Pena di morte? Ma che sono rincoglioniti?

Mappa pena di morteLe scorse settimane mi chiedevo, chi sà questo casino mediatico a proposito del bambino rapito che fine ha? Non è carto sano giornalismo quello che porta degli ignobili avvoltoi a lucrare sulle disgrazie altrui, sbandierando il santo “*diritto di cronaca*”.

Ma invece, tristemente, c’era di più. Ora che è successo ciò che le “*menti*” speravano, il bambino è tragicamente morto, ora si possono scatenare gli animi montati in un mese di immorale reality forzato.

Quante possibilità in una occasione così ghiotta!!

* Si può accusare la magistratura per il passato degli indiziati!! Non migliorare le leggi, o alleggerire il lavoro dei giudici, sono tutti idioti e basta!
* Cavolo, si può parlare di “**pena di morte**”!!! E qua si può udire il grido di disperazione del Granduca Leopoldo, che 200 anni fa abolì la pena di morte in Toscana. Lui aveva capito una basilare realtà, quando si parla di giustizia “*non conta la durezza, quanto la certezza della pena*”. Ma pensando alla generosa prescrizione, è subito chiaro quanto dobbiamo imparare per tornare a quel che sapevano i politici del 1800.
* Si può strumentalizzare l’origine geografica degli indiziati!! Ghiotto conflitto Nord-Sud! Ottimo per sorvolare sulle politiche a lungo termine e incendiare gli animi su brevi e effimere manifestazioni di rabbia.

Giornalisti, fate schifo, non voi coda-di-paglia che non avete voce ma che vi sentite toccati da questa frase, ma voi che vendete la vostra penna al miglior offerente, voi che tacete il vero e date vita al teatro.

Politici, fate schifo, chiunque in Italia che parli di pena di morte nega 1000 anni di storia, la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, e perché no, anche le tanto professate radici cristiane (anche se le usa a scudo, anzi, 1000 volte di più).

E tutto questo per condire con un po’ di orrore una campagna elettorale per altre ragioni orribile, giusto per dar forza a chi si vende più forte e deciso, Bush docet.