Sette giorni a Coppito

Sono tornato sabato dal campo, sfinito ma infinitamente più ricco di 7 giorni fa.  Sono stato al campo “solo” sette giorni, questa è una mail inviata agli scout della Sezione di Firenze:

Al campo la situazione è strana e molto dinamica, chi può andare solo pochi giorni adesso farebbe meglio a ritagliarsi una settimana nei prossimi mesi.

Molti servizi non sono banali e richiedono un po’ di tempo per diventare operativi, andare giù 3gg è proprio l’ultima risorsa, spero che in sede centrale ci sia sempre modo di scegliere altre disponibilità per tempi più lunghi.

Io sono stato in ludoteca, e potete immaginare già cosa sia per i bambini ed i ragazzi vedersi cambiare una volta le settimana le persone con cui stare, figuriamoci ogni 3gg. Poi ci sono dei personaggini da conoscere, in 3gg potrai aver trovato una tregua tra Alessandro e Flavio per la ruspa, potrai aver giocato ad anfore con Michelle, Jessica e Noemi, ma ti sarai perso Danilo che risolve una faccia del cubo di Rubik, un raro sorriso di Marco o Luca che cerca di lanciare un mayday col walkie-talkie del capo area.

Posso solo parlare per sentito dire degli altri servizi:

La gestione dei container, 20 container che sono il polmone del materiale del campo. Cibo ordinato per scadenza, vestiti, igiene personale, metri cubi di scatole da memorizzare perché quando arriva il camion e piove non c’è tempo per consultare troppi fogli, quando qualche residente chiede qualcosa non è bello telefonare a chi gestiva i container la settimana precedente.

Il mantenimento del campo, il gruppo di persone che rendono la vita al campo vivibile e dignitosa, conoscono le tende a memoria, ogni toppa che perde ogni canalina che si riempie troppo presto, ogni pozzetto che deve essere svuotato con la pompa.

La cucina, circa 700 coperti al giorno, cuochi professionisti dalla costa, dal nord e dal sud, pentole padelle, una cucina da campo che apre alle 6 di mattina e chiude alle dieci di sera.
Una macchina perfetta che sforna pasti di ottima qualità improvvisando il menù giorno giorno in base ad avanzi e scadenze imminenti. E tante pentole da lavare.

Il call-center, c’è chi riesce anche a farsi le 12 ore, chi fa due turni, ma le cose da sapere al volo sono tante, lavoro, casa, mille domande di persone che cercano di tornare al più presto alla normalità, mille domande a cui bisogna imparare presto a rispondere nel modo giusto.

L’ELSA, un lavoro delicato, informatizzare i rilevamenti degli ingegneri fatti sulle case, case sane, case danneggiate, case da abbattere. Fogli form tabelle, tanti fogli, tanto bisogno di fare al meglio questo lavoro.

Imparare a fare al meglio ogni servizio non è impossibile, ma ci vuole un po’ di tempo, e c’è tanto bisogno sia di testa che di braccia, ma soprattutto di capacità di adattamento.
Il campo va veloce, l’emergenza è finita ora è il momento di rendere la vita più vivibile attivando una lavanderia, aumentando il numero delle docce, attivando un internet-point, ed a Coppito la benzina del campo siamo noi scout (CNGEI ed AGESCI, questa settimana proprio come fratelli) assieme alla Protezione Civile.

Gli scout de L’Aquila sono al lavoro da quasi un mese, senza mai staccare la spina, ti dicono che per loro con l’università che è da ricostruire, la famiglia che vive in riviera, la casa che non è agibile, per loro ora il campo e l’unica vita che hanno. Per questo danno il massimo. Ma quando li vedi ti rendi conto che stanno dando di più.

Però ho visto anche scout di Milano, di Salerno, di Pisa tutti disponibili a cambiare per adattarsi al loro ruolo di ingranaggio in una grossa macchina di servizio che ha come priorità far star bene i residenti. E questo impegno da i suoi frutti, questa settimana alcuni residenti del campo hanno cominciato a rendersi disponibili per fare servizio al campo. Sarà stato l’enorme forza che hanno gli abruzzesi, ma come scout spero sia stato un po’ anche il nostro esempio.

La voglia di ricostruire è tanta, la speranza nello Stato è poca, ma nessuno si deprime, nessuno ha voglia di fermarsi, sono già tutti con le maniche rimboccate pronti a ricostruire, e quel che verrà in più sarà un gradito regalo.

Però c’è ancora tanto bisogno e tanto ce ne sarà questa estate. Io voglio tornare, quando partiamo?

tendopoli-coppito

Vanità

E’ la sera del 27 aprile, oggi nel campo di Coppito c’è fermento, domani viene il Papa.

C’è amarezza, nessuno vorrebbe andare a fare servizio di sicurezza sotto il palco del bianco signore. Tutti sanno di essere molto più utili qua in cucina, ai container, a portare avanti il campo.

L’indomani sotto il palco poca gente, ho saputo che i TG hanno mostrato tanti primi piani, non era una scelta di regia, la piazza era quasi vuota.

L’Abruzzo non è un salotto per vanitosi.