Modificare il titolo del teminale da Python

Una delle particolarità di gentoo è l’attenzione ai particolari, ed una delle caratteristiche che rimpiango in altri gestori di pacchetti è l’uso intelligente della barra del titolo della finestra del terminale per comunicare lo stato di avanzamento di una lunga installazione.

Andando a scavare nei sorgenti di portage ho trovato una comoda funzione, xtermTitle(message) (nel file output.py), che modifica il titolo di xTerm (o similari) con il messaggio inviato.

Qua ho adattato (minimamente) la funzione ai miei usi:


def xtermTitle(message):
if os.environ.has_key("TERM") and sys.stderr.isatty():
this_term = os.environ["TERM"]
legal_terms = ["xterm", "Eterm", "aterm", "rxvt",
"screen", "kterm", "gnome"]
for term in legal_terms:
if this_term.startswith(term):
sys.stderr.write("\x1b]2;" + str(message) + "\x07")
sys.stderr.flush()
break

Funziona egregiamente, e fa rimpiangere un po’ meno l’assenza di Growl quando parto con Ubuntu.

La privacy delle poste

PostePayLa scorsa settimana mi sono deciso a cedere al consumismo e ho fatto una PostePay. Il servizio non è malvagio, 5 euro per la tessera, un euro a ricarica, un salasso per i prelievi all’estero, ma è come una VISA (Electron) per l’uso in internet.

Una cosa nel contratto mi ha però sdubbiato, le clausole sulla privacy. Di solito sono tre:

* Permetto di usare i miei dati ai fini del servizio erogato.
* Permetto di usare i miei dati a fini commerciali.
* Permetto di distribuire i miei dati a terzi per fini commerciali.

Invece sul contratto PostePay (Ed. sett. 2003) figurano due richieste di consenso, il richiedente:

per quanto riguarda il trattamento dei suoi dati da parte di Poste Italiane per finalità statistiche, commerciali e promozionali dei prodotti e dei servizi offerti al Gruppo Poste Italiane, attuate mediante comunicazioni cartacee ed elettroniche specificate nell’informativa stessa: (dà o nega il consenso)

per quanto riguarda la comunicazione dei suoi dati da parte di Poste Italiane a società che offrono prodotti o servizi che possono interessarlo, le quali li utilizzeranno per finalità statistiche, commerciali e promozionali di propri prodotti, attuate mediante comunicazioni cartacee ed elettroniche specificate nell’informativa stessa: (dà o nega il consenso)

### Ma…

La gentile impiegata, dopo aver chiesto lumi nel retrobottega, afferma che la prima liberatoria è *necessaria per permettere alle Poste di effettuare le comunicazioni inerenti al servizio*!!!

Ci sono due possibilità:

1. Non riceverò davvero nessuna comunicazione dalle Poste, diventando una sorta di cliente di serie B perché non ho svenduto il mio indirizzo.
2. In questi anni ci hanno preso in giro, la liberatoria ai fini del servizio è implicita e non scindibile dal servizio stesso. Tutte le volte che ci obbligano a baffettarla ci stanno prendendo in giro.

Almeno in questo le Poste sono più oneste di tanti, anche se poi peccano in trasparenza con l’utente.