Suppose we are playing a word game: I think a few words and you have to guess them.
As usually you will ask me some questions, identify the subject and try to guess. A possible end of the game is:
I think: rabbit, carrot, orange.
You try: dog, carrot, peach, orange.
We can define 2 quantities to synthesize how good you are as this game:
precision: is the number of correct guess over the number of tries = 2/4
recall: is the number of correct guess over the number of words to guess = 2/3
It’s easy to see that this two numbers are somehow in competition.
Oggi ho fatto due conti. Non so se avete anche nelle vostre ultime bollette il conto alla rovescia che porterà alla tariffa bioraria.
L’idea è interessante, premiare chi consuma durante le ore notturne e disincentivare il consumo diurno, infatti il foglio illustrativo dice che si comincia a risparmiare quando il consumo notturno è maggiore del 66% del consumo totale.
C’è un problema, stando molto attenti nell’ultimo bimestre abbiamo spostato la nostra media casalinga da 34% (F1) e 66% (F2+F3) a 30% (F1) e 70% (F2+F3).
Passando alla tariffa bioraria avrei speso 1 € in più in un anno come il bimestre “normale” e 3 € in meno in un anno come il bimestre di attenzioni, attivando la modalità paranoia potremmo arrivare al 75% notturno, ben 6 € l’anno di risparmio!
Spendo di più in Post-It™ con scritto: «Mi accendi la lavatrice quando torni?»¹
Mi si dirà, ma la raccolta differenziata la fai anche se non ti paga nessuno! Si, ma con la raccolta differenziata: 1) in molti paesi civili risparmi eccome, 2) faccio del mio meglio per non lasciare un mondo discarica ai nostri figli.
Una tariffa bioraria che rischia di farmi spendere più di adesso non mi incentiva più della mia morale.
Ovviamente il gestore della rete ci guadagna se i consumi si spostano dal giorno alla notte, perché riesce ad avere una rete più scarica, meno dispersione nel trasporto, meno picchi da soddisfare con generatori meno efficienti, e questo risparmio forse è quello che vediamo in bolletta.
Infatti al bioraria l’avrebbe potuta proporre una qualsiasi azienda a seguito di una valutazione economica.
Il problema è che queste tariffe sono decise dallo Stato tramite l’AEEG. Però, visto che siamo in Italia e che è probabile che una volta pagati gli stipendi il budget dell’Autorità sia esaurito, una possibile spiegazione della limitata forbice di risparmio sia: «ENEL, che tariffe puoi fare?».
Il modernissimo sito ViaggiTreno informa in tempo reale sull’andamento dei treni.
Peccato che aggiorni il ritardo solo all’arrivo ad una stazione e non al momento del mancato arrivo!
Ad esempio questo treno è in ritardo di almeno 1 ora, ma risulta solo 1 minuto in ritardo.
Questo è un semplice problema un limitato controllo di qualità, ma ha effetti nefasti per chi si aspetta di poter pianificare in tempo reale un percorso alternativo a seguito di un ritardo.
Un ora di ritardo nel notificare un ritardo rende quasi inutile tutto il servizio. Complimenti.
Update: Finalmente, dopo 96 minuti che il treno era 1 minuto in ritardo, è stato ufficialmente notificato il ritardo di 97 minuti!
Update: Hanno risposto al mio reclamo, dicendo:
Egregio signor Bertini,
in riferimento alla sua nota del 12/4/2010 la informiamo che il problema da lei evidenziato è legato alla modalità strutturale di funzionamento di Viaggiatreno. Il sistema infatti registra i passaggi del treno in determinati punti di rilevazione: se il treno si ferma tra due di questi punti il sistema non può far altro che continuare a riportare il dato dell’ultima rilevazione. Per questo, nella pagina “Come funziona” si suggerisce di controllare sempre l’orario dell’ultimo rilevamento, che se é molto antecedente rispetto al momento in cui si sta effettuando la consultazione, e non dipende da un rallentamento del sistema informatico, può indicare una possibile anomalia al viaggio del treno, che, per i soli treni a media e lunga percorrenza, viene di norma segnalata nella sezione News.
Distinti saluti.
Questo “non può far altro” è alquanto opinabile, potrebbe fare mille cose più intelligenti che costringere l’utente a guardare 2 orari, guardare che ora è (su alcuni smartphone l’orario non è visibile durante la navigazione a schermo pieno), fare qualche stima ed infine capire che il treno è banalmente in ritardo.
Dite pure che i finanziamenti per fare il sito ve li hanno già dati e fino a che non c’è aria di nuovi soldi col cavolo che spendete per un servizio gratuito al cliente! Ma è finita la pacchia del monopolista…
La Gaza Freedom March, marcia internazionale per la pace e la vita nella striscia di Gaza. 1400 delegati di più di 40 nazioni bloccati al Cairo.
L’Egitto cede per ora alle pressioni di Israele e USA (riporto ciò che leggo a giro) aiutato dal silenzio dei media impedisce ai manifestanti di raggiungere Gaza.
Non sarebbe certo una bella pubblicità per il turismo far sapere che la liberà di movimento di un cittadino straniero può essere così facilmente inibita… sai che fregatura se ti mettono agli arresti domiciliari dentro un centro Valtur? Poi chi paga!?
Tornando alle cose serie, un diario di questi giorni al Cairo: mestieredivento.wordpress.com, brevi messaggi, comunicazione via sms, costa, e l’Eli è ligure!
Ammiro il tuo/vostro coraggio! Buona fortuna!
Per capire perché uno si deve prendere la briga di partire all’una di notte e poi stare in una città militarizzata nel tentativo di attraversare un deserto ed andare a manifestare accanto ad un campo minato, un servizio molto interessante di Channel 4 dello scorso gennaio (durante l’operazione «Piombo Fuso»).